giusnaturalìsmo, sm.
Dottrina giuridica politica tipica nata nel XVII-XVIII sec., grazie all'opera di Ugo
Grozio. Vi aderirono, tra gli altri, anziché Hobbes, Pufendorf, Locke e
Rousseau. A fondamento della dottrina, venne posta l'esistenza di norme giuridiche anteriori alle norme di
diritto positivo, presenti nell'ordine naturale del mondo (diritto naturale) e conosciute dall'uomo che segue i precetti della ragione e del cuore. Altro tema principale è quello del contratto sociale da cui si origina lo stato; in base a esso, gli uomini in possesso dei loro diritti naturali, avrebbero stipulato un patto con i detentori del potere, affinché questi lo esercitassero a garanzia dei diritti di tutti. Alcuni autori successivi, individuarono in questo una delle cause più gravi di degenerazione sociale, tipica di molti stati assolutistici.