linguàggio, sm.
1 Capacità peculiare della specie umana di comunicare per mezzo di un sistema di segni vocali.
~ lingua, parlata, idioma.
2 Particolare modo di parlare di determinati individui.
3 Particolare significato che l'uomo riconosce e attribuisce a determinati segni, gesti, oggetti e simili e facoltà di esprimersi mediante il loro uso.
~ codice.
Inglese:
sm. language.
Etimologia: provenz. antico
lengatge , deriv. da
lenga lingua.
In generale è l'insieme dei segni e dei simboli per mezzo dei quali l'uomo e gli animali comunicano e lo strumento stesso di tale
comunicazione. Un esempio di
linguaggio degli animali è rappresentato dalla danza usata dalle api per scambiarsi informazioni sulla ubicazione e ricerca del polline. Per l'uomo il linguaggio è costituito dalle parole, ossia da segnali fonici o grafici articolati che gli consentono di esprimere concetti e
sensazioni. Il linguaggio umano è detto anche
linguaggio naturale . Caratteristiche del linguaggio umano sono anche la possibilità di formulare enunciati falsi, l'interscambiabilità dei ruoli attivo e passivo dei soggetti, la possibilità di formulare enunciati sul linguaggio stesso. Il linguaggio dell'uomo è oggetto della linguistica. Il linguaggio è di volta in volta visto come strumento (interpretazione per la prima volta data da Platone), come espressione e immagine dell'essere delle cose, così come metafora, espressione convenzionale o semplice imitazione dei suoni naturali. In senso più stretto il linguaggio può indicare il modo in cui si esprime una persona o una determinata categoria sociale o professionale.
In informatica è un insieme di notazioni e di regole che consentono di
codificare un algoritmo che risolve un problema, formando un
programma capace di comunicare con un elaboratore e di guidarne il funzionamento. I
linguaggi di programmazione ad alto livello o
simbolici permettono di creare sorgenti scritti in una forma molto più vicina al
programmatore, mentre i
linguaggi di macchina o
assoluti sono direttamente comprensibili dalla macchina (programmi eseguibili). I linguaggi possono anche essere suddivisi in livelli. I
linguaggi di livello zero o
di basso livello sono quelli costituiti da istruzioni binarie capaci di essere interpretate dalla CPU della macchina. I
linguaggi di livello uno (
linguaggi assembler ) sono utilizzati dagli assemblatori che traducono i programmi che usano codici mnemonici in programmi eseguibili. I
linguaggi di livello due sono i comuni
linguaggi algoritmici , ovvero linguaggi strutturati che risultano indipendenti dall'elaboratore (FORTRAN, Pascal, C). Essi sono utilizzati da traduttori, interpreti o compilatori per generare gli eseguibili. I
linguaggi di livello tre sono linguaggi algoritmici specifici per la
risoluzione di determinati problemi (Prolog, Lisp).
In matematica e discipline scientifiche è uno strumento che serve per descrivere determinate strutture logiche senza presentare le ambiguità presenti nel linguaggio naturale. Tali linguaggi sono chiamati
non naturali o
artificiali o
formalizzati .
In patologia si possono avere nei bambini disturbi del linguaggio costituiti da arresto o ritardo del linguaggio, da balbuzie, afasia, dislalie, rotacismo. Tali disturbi possono avere cause organiche, per la lesione di qualche organo della fonazione, o psicologiche.