tèrra, sf.
1 Pianeta del
sistema solare, terzo in ordine alla distanza dal Sole e quinto per dimensioni.
2 La superficie del pianeta, la crosta terrestre.
• mantenere i piedi per terra , essere attaccato alla realtà, al concreto.
3 La superficie su cui si cammina e ci si muove.
• abbassare lo sguardo a terra , volgerlo verso il basso per pudore o vergogna.
4 Vita terrena.
5 La sostanza friabile e polverulenta che compone la maggior parte della superficie della Terra.
6 Superficie di terreno coltivabile.
7 Regione, patria.
Inglese:
sf. 1 earth.
2 (superficie) land.
3 (mondo) world.
4 (suolo coltivabile) soil.
5 (terraferma) mainland.
6 (a terra, moralmente) in low spirits.
7 (a terra, fisicamente) off colour.
Etimologia: lat.
terra .
• La Terra ha forma irregolare assimilabile a un elissoide schiacciato ottenuto dalla rotazione di un ellisse avente raggio polare (ovvero semiasse attorno a cui ruota) di 6357 km e raggio equatoriale di 6378 km; i geofisici la rappresentano come un
geoide ; tale schiacciamento sarebbe causato dal suo moto di rotazione, essendo la forza centrifuga massima all'equatore e minima ai poli (questo schiacciamento è minore di quello di altri pianeti del sistema solare, come Giove e Saturno; l'emisfero nord, o boreale, essendo costituito da terre emerse e continenti per il 60%, subisce di meno l'influenza della forza centrifuga rispetto all'emisfero sud, o australe, dove gli oceani rappresentano ben il 90%, per cui questo è più rigonfio: la Terra ha una forma leggermente a pera; qualche altro leggerissimo "bitorzolo" è causato dall'influenza gravitazionale di Luna e Sole). Risulta essere ricoperta per il 74% da acque (idrosfera) e per il 26% da terre emerse; è circondata da un'atmosfera formata al 78% da azoto, al 21% da ossigeno e all'1% da gas rari e CO
2 oltre a una certa percentuale di vapore acqueo. Per tutte queste caratteristiche si ritiene che la Terra sia l'unico pianeta del sistema solare sul quale sia possibile la vita. Ha un unico satellite naturale che è la Luna. La
temperatura interna della terra è uguale alla media esterna nei primi metri di profondità e aumenta di un grado ogni trentatré metri. Tutte le informazioni che abbiamo circa la sua composizione interna derivano dallo studio della
propagazione delle onde sismiche; la parte più esterna è definita crosta ed è formata in prevalenza da silicati di alluminio e magnesio. Tutto ciò che riguarda la crosta e i suoi sviluppi viene affrontato attraverso la teoria della isostasia. Andando sempre più in profondità, superando una parte di superficie detta discontinuità di Mohorovicic, si incontra il mantello, costituito da silicati di ferro e magnesio, che si spinge fino a profondità di quasi 3.000 km. Nella parte più interna del pianeta incontriamo il nucleo, formato da leghe di ferro e nichel. Prendendo in esame gli strati più superficiali, si ha la litosfera, molto rigida e formata dalla crosta e parte del mantello e l'astenofera, di consistenza plastica e spessa centinaia di chilometri. La Terra descrive un'orbita ellittica con piccola eccentricità; passa al perielio il 4 gennaio e all'afelio il 4 luglio. Il tempo impiegato per effettuare la sua rivoluzione è detto anno siderale, mentre il tempo impiegato per effettuare una rotazione attorno all'asse che passa per i poli è detto giorno siderale. L'asse effettua un giro di precessione in 26000 anni attorno alla
perpendicolare all'eclittica. Il moto di precessione è molto lento, e attualmente la direzione nello spazio dell'asse di rotazione è costante verso la stella a Ursae Minoris, detta stella polare. La Terra effettua anche altri moti minori e partecipa ai movimenti della galassia intorno al suo centro e del sistema solare verso la costellazione di Ercole.
Storia della Terra La storia primordiale del nostro pianeta è distinta in varie ere, a loro volta suddivise in periodi. L'era del Precambriano (o Archeozoico) è la più antica e viene fatta risalire a 4.500 milioni di anni fa. In questo periodo si forma la crosta terrestre e i mari ospitavano le prime forme di vita, essenzialmente organismi unicellulari, alghe, Protozoi, Molluschi ed Echinodermi. Durante quest'era la Terra è sconvolta da un'intensa attività sismica e vulcanica, con notevoli variazioni di clima. L'atmosfera è composta in gran parte da anidride carbonica, vapor d'acqua e alogeni. Il più antico fossile archeozoico finora rinvenuto è un organismo unicellulare denominato Corycium Enigmaticum, scoperto in Finlandia. L'era del Precambriano durò fino a 500 milioni di anni fa e nel suo ultimo periodo fu caratterizzata dalla formazione di vasti ghiacciai sulla superficie terrestre.
Durata circa 350 milioni di anni, l'era del Paleozoico è divisa in sei periodi: Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano. L'era è contraddistinta dalla comparsa di organismi invertebrati (Artropodi), di vertebrati (Pesci), Anfibi e Rettili. L'atmosfera infatti diviene più accogliente e ricca di ossigeno, per cui il clima sempre più caldo e con temperature costanti facilita la comparsa della vita sulla terraferma. Quest'ultima, inizialmente ancora desertica, va via sempre più espandendosi, a spese delle distese marine. Nel periodo Devoniano nascono le Ammoniti, Molluschi Cefalopodi che si estinsero solo nel Cretaceo (periodo dell'era del Mesozoico) e che devono il nome al dio egizio Ammone. Infatti la forma delle loro conchiglie ricorda il corno ritorto del dio egizio. Nel periodo Carbonifero i climi umidi e i frequenti movimenti delle coste provocano formazioni di lagune e paludi, con la formazione di grandi foreste e dei conseguenti depositi carboniferi dovuti alla fossilizzazione dei vegetali. Nell'ultimo periodo si ha la formazione delle prime catene montuose (Europa centrale, Urali), inizialmente coperte da ghiacciai; questi ultimi si ritirano alla fine del periodo per effetto della temperatura e del clima fattisi più miti. Al termine del Paleozoico si estinguono i Trilobiti, Artropodi marini i cui fossili sono risultati molto preziosi per lo studio di quest'era.
L'era del Mesozoico (Secondario) inizia 245 milioni di anni fa. Il clima più umido è favorevole alla diffusione dei primi Mammiferi (erbivori). I Rettili più importanti di questo periodo sono i dinosauri (di cui esistono anche esemplari acquatici, gli ittiosauri, e aerei, gli pterosauri), ma non mancano anche gli Uccelli (
Archaeopteryx ). Sulla Terra iniziano a formarsi i continenti anche se la maggior parte delle terre che oggi conosciamo sono ancora sommerse. Dal nucleo centrale delle terre si staccano l'America meridionale, l'Australia e l'Antartide, lasciando isolata l'Africa. Tra le specie vegetali, predominano le Conifere e compaiono anche i primi esemplari di Angiosperme.
Si fa risalire a 65 milioni di anni fa la scomparsa dei dinosauri, all'incirca immediatamente prima l'inizio del Cenozoico (Terziario). Questi Rettili dominarono la Terra per circa 150 milioni di anni, in quanto si diffusero stabilmente in quasi tutte le regioni. I resti sono stati ritrovati specialmente in Africa, nell'America Settentrionale e nelle zone centrali europee (Germania). Le prime scoperte dei resti dei dinosauri avvennero nel 1880 nello stato del Wyoming. Ancora molto dibattute sono le cause della loro estinzione, che avvenne in meno di un milione di anni, a cavallo tra il Mesozoico e il Terziario. L'ipotesi più accreditata è uno sconvolgimento climatico (forse dovuto a fenomeni astronomici) che avrebbe fatto scomparire le zone paludose e le vaste vegetazioni, ambiente indispensabile per il proliferare dei dinosauri erbivori. Estinti gli erbivori, anche i carnivori e quelli che si cibavano delle uova degli altri dinosauri (Oviraptor) ne condivisero ben presto la sorte.
Il Cenozoico, durato fino a circa 2 milioni di anni fa è caratterizzato da mutevoli condizioni climatiche, in quanto le prime epoche (Paleocene ed Eocene) sono caratterizzate da climi caldi e umidi, mentre le successive (Oligocene, Miocene) sono dominate dalla
glaciazioni e dalle formazioni di catene montuose himalaiane e alpine. Compaiono circa 55 milioni di anni fa i primi antenati dell'uomo, le Proscimmie; in particolare all'epoca dell'Eocene viene fatto risalire l'
Adapis , il primo genere di primate fossile ritrovato nel 1822 dal naturalista francese Georges Cuvier. In seguito, nell'Oligocene sono datati i primi Ominoidi, tra i quali i più famosi sono il
Proliopithecus (il cui fossile è stato ritrovato in Egitto nel 1963) e il
Ramapithecus (India, 1935). L'ultima epoca (Pliocene) vede l'affermazione delle specie attuali di alcuni Mammiferi (Equini e Bovini) e Uccelli e dei primi esemplari di ominidi (
Australopithecus ). Del genere
Australopithecus afarensis (da Afar, nome di una zona dell'Etiopia) è il fossile di uno scheletro femminile rinvenuto ad Afar, zona dell'Etiopia, nel 1974 dall'americano Donald Johanson e da lui battezzato
Lucy .
L'inizio dell'era del Neozoico (Quaternario) è fissato a due milioni di anni fa. Quest'era è distinta in due periodi: il primo, il Pleistocene, caratterizzato da un susseguirsi di glaciazioni e deglaciazioni, e l'Olocene, in cui stiamo attualmente vivendo. Il primo periodo, durato all'incirca fino a 10.000 anni fa, ha visto la formazione dei depositi morenici e alluvionali. La scomparsa dei mammut risale alla fine del Pleistocene, mentre alcuni Mammiferi come l'elefante e il rinoceronte scompaiono definitivamente dall'Europa. Il Pleistocene è occupato dalla prima era della preistoria (Paleolitico), mentre le altre tre ere, ovvero Mesolitico,
Neolitico ed era dei metalli (rame, bronzo e ferro) occupano l'inizio dell'Olocene. Al Pleistocene viene fatta risalire la comparsa dei primi ominidi del genere
Homo (homo abilis e homo erectus) , che nella catena dell'evoluzione della specie umana (ominazione) occupano il posto immediatamente precedente gli esemplari di
homo sapiens . L
'homo abilis possiede andatura eretta ed è in grado di produrre strumenti artigianali: ciotoli il cui bordo veniva reso tagliente da una scheggiatura. In Tanzania sono stati ritrovati resti anche delle prime abitazioni, delle basi di pietra circolari che sostenevano primitive capanne. L'homo
erectus è più alto dell'homo
abilis e ha un cranio più allungato.